I “Tuboni”

Cosa sono i tuboni?

Successori spirituali di icone storiche come la Lambretta e la Vespa sono i tuboni, una serie di motorini che hanno indubbiamente dominato gli anni ’80 caratterizzati dal particolare telaio tubolare, che ospitava anche un piccolo serbatoio. Solitamente equipaggiati con un motore 50 cc e un cambio a 4 marce, questi motocicli erano la scelta perfetta per circolare in città e divennero di fatto il mezzo di trasporto preferito da migliaia di giovani e giovanissimi in tutta la penisola.

I marchi più famosi

Premettendo che questa è una categoria in cui ricadono non pochi marchi, il tubone più famoso è quasi sicuramente il Malaguti Fifty, vanto e vetrina della casa originaria di Bologna, una sorta di “principe dei tuboni”.

Non era il re incontrastato però, negli anni ’80 infatti si assistette a una vera e propria esplosione nella produzione di motorini a stampo tubolare, che saturarono la domanda della clientela più giovane proponendo una vasta varietà di scelta.

A fare concorrenza al Malaguti Fifty troviamo il Ciclone della Garelli, rimasto in produzione per quasi 10 anni, dal 1977 agli anni ’90, dalla casa di Sesto San Giovanni fino al suo triste fallimento.p>

A seguire troviamo una delle marche più caratteristiche in assoluto di questi anni che con i suoi motocicli ha segnato un’epoca, la Motron.

Nata verso la fine degli anni ’50 a Modena, prese il nome di Romeo, contrapponendosi ai rivali della Giulietta.

Alcuni dei modelli più caratteristici vedono il GTO e l’SV3-R, caratterizzati da un impianto di design aggressivo e sportivo.

Un altro gioiello, forse passato leggermente più in sordina, è la Peripoli Oxford, un motociclo dall’atteggiamento sportivo e graffiante che risaltava a confronto con gli altri tuboni. Il suo successo disarmante spinse la Peripoli a produrre addirittura una bici che si rifacesse alle fattezze del motociclo, con risultati decisamente opinabili. Per finire vogliamo ricordare due pezzi da 90 come il Master, punta di diamante dell’azienda brianzola Atala, e l’Automatic 3, prodotta dalla casa slovena Tomos, assemblata a Capodistria e molto in voga non solo in Italia, particolarmente apprezzata però dal Friuli in giù.

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